Il fermo di Mediterranea, la nave dell’omonima ong è totalmente illegittimo e per questo deve essere sospeso. Senza neanche convocare l’avvocatura di Stato per ascoltare la tesi del Viminale, il tribunale di Agrigento ha annullato “inaudita altera parte” il fermo ordinato dopo l’ultima missione, perché – emerge dal provvedimento – mancano i presupposti legali di base.

Fermo privo di presupposto legale

Il nodo è la reiterazione, contestata al comandante e all’ong, per imporre uno stop di venti giorni e una multa di 10mila euro. Peccato che nessuno dei precedenti fermi che hanno raggiunto la nave, sia quando era in mare come Sea Eye4, sia da quando è diventata Mediterranea, sia mai diventato definitivo. Una vittoria per l’ong italiana, che da agosto, quando ha inaugurato la sua nuova omonima nave, per due volte è andata in missione e per due volte è stata fermata, con provvedimento in seguito annullato dai giudici.

Due missioni, due stop entrambi sospesi

Il pretesto per il fermo è sempre stato il medesimo: non aver rispettato il porto sicuro assegnato. Genova, la prima volta. Livorno, la seconda. Peccato che, nel primo caso, quella decisione – ha stabilito il giudice con un provvedimento d’urgenza che nel merito sarà discusso il 17 dicembre - sia stata presa “esclusivamente per motivi solidaristici” e per “tutelare la vita delle persone”, bene anche giuridico che merita speciale tutela al pari dei diritti di chi, come l’equipaggio di una nave di soccorso, lavora per salvaguardarla.