Che fine hanno fatto il bue e l'asinello? Nel presepe allestito all'ingresso della Camera per il Natale "mancano” due statuette simbolo della Natività, almeno secondo la tradizione. La loro assenza non è passata inosservata, non solo agli occhi dei parlamentari partenopei, forse (San Gregorio Armeno docet) i più conservatori in materia. Fatto sta che si è aperto un vero e proprio dibattito, dove è prevalso lo stupore per la scelta di tener fuori i due animali che da un millennio fanno coppia fissa per scaldare Gesù Bambino nella grotta.
"Il bue e l'asinello sono il presepe, anche se i Vangeli non ne parlano", dicono gli onorevoli ortodossi. "Sì è vero, la tradizione parla chiaro, ma siamo pur sempre di fronte a un'opera d'arte, dove il Natale può essere liberamente interpretato", replicano i deputati più laici. "Va bene tutto, ma come la mettiamo con la presenza anticipata dei Re Magi?", controbattono i tradizionalisti, che considerano l'assenza del bue e dell'asinello quasi un reato di lesa maestà e non mandano giù lo spazio vuoto al posto di Gaspare, Melchiorre e Baldassarre. La voce sui “grandi assenti” si diffonde e in Transatlantico, a Montecitorio, le “fazioni” si confrontano tra il sacro e il profano.











