La prima cosa è l’istruzione

Con queste parole, nette, Elsa Fornero apre l’ultima tappa dell’“Alfabeto del Futuro”. Nell’auditorium del Grattacielo Intesa Sanpaolo, pieno, il pubblico segue in silenzio. «Siamo il paese con il più alto tasso di abbandono scolastico». I dati snocciolati dal vicedirettore de La Stampa, Federico Monga, sono chiari: un giovane su dieci non arriva a mille euro al mese, tra le donne under 39 una su cinque non supera gli 11 mila euro l’anno. Numeri che si intrecciano con l’inverno demografico: nel 2050 l’Italia potrebbe perdere quattro milioni di abitanti.

Il Piano Fornero per le nuove generazioni

Fornero presenta il suo “Piano per le nuove generazioni”: scuola, qualità dell’insegnamento, retribuzione dei docenti, politiche attive che «devono funzionare ovunque» per evitare ai giovani quel limbo senza studio né lavoro. Poi casa, previdenza, e l’idea di un’agenda condivisa: revisione della flat tax, interventi sugli affitti, possibile utilizzo dell’Iva, fino a una tassa sulle successioni come patto tra generazioni.

Un pubblico attento per un'Italia da ripensare