La terza guerra dei browser è appena iniziata. E se le prime due si sono giocate soprattutto sulla velocità di caricamento delle pagine, questa la vincerà chi saprà integrare capacità di azione e intelligenza degli agenti IA integrati.

Il termine ‘guerra’ non è un’esagerazione dei media o degli analisti che ne fanno ampio uso. La verità salta subito agli occhi se si dispongono su una linea temporale i browser più popolari della storia di Internet. Dal 1992 ad oggi c’è una costante subito evidente: chi vince raggiunge sempre percentuali di adozione vicine alla totalità degli utenti. Chi vince, vince tutto. E quindi la storia di Internet è anche la storia dei browser che l’hanno resa più accessibile.

Da WordWibeWeb a Chrome: 30 anni di alternanze in vetta

WordWideWeb, il primo browser inventato da Tim Berners-Lee nel 1990. Mosaic, che ha raggiunto il suo picco nel 1993. Netscape Navigator, dominante tra il 1995 e il 1998. Poi Internet Explorer di Microsoft (1999-2010). La loro alternanza è stata motivata soprattutto dalla facilità di utilizzo. È stata la loro la prima guerra dei browser. Fino all’arrivo della seconda era. Dove la competizione si è spostata sulla performance, sulla velocità di rendering e sull’interfaccia utente. Safari nel 2003, Mozilla Firefox l’anno successivo, che ha offerto una risposta open source a Explorer.