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Ultimo aggiornamento: 16:49
Nicola Della Torre è direttore della Riserva naturale delle Torbiere del Sebino, Corinne Baronchelli, invece, è presidente del Consorzio Forestale Alto Serio e docente, mentre Anna Orselli si occupa di un progetto di sviluppo territoriale in montagna legato all’enoturismo. E poi c’è Viola, che ha creato il progetto Lana Lunatica per riutilizzare la lana locale che usava sua nonna, mentre Giacomo è diventato un esperto di valanghe e fa simulazioni, con i droni, per fornire dati agli esperti.
Cinque mestieri, cinque storie che hanno un punto in comune: una laurea presa negli anni passati presso l’Università della Montagna, centro di eccellenza quasi unico nel suo genere – nato in collaborazione con gli enti territoriali e l’Università degli Studi di Milano – che fa formazione e ricerca ed è specializzato nello studio e nell’analisi delle complessità del territorio montano. Unimont si trova a Edolo, comune di montagna in provincia di Brescia, e i giovani che studiano qui hanno una passione per questi territori, dove spesso restano a vivere.
In occasione della Giornata Internazionale della Montagna, il prossimo 11 dicembre proprio a Edolo si terrà il convegno “Territori Unici, Sfide Comuni” dove verrà presentato il portale “Mountain Innovation Hub” sviluppato nell’ambito del Pnrr e pensato per promuovere e valorizzare la conoscenza dei territori montani e favorirne sviluppo sostenibile e innovazione. “Il messaggio principale che cerchiamo di lanciare, specie in vista di questa giornata internazionale”, afferma la professoressa Anna Giorgi, ordinaria e responsabile del polo Unimont della Statale di Milano “è che i contesti montani sono ad alta specificità, quindi servono strumenti ad hoc, interventi ‘chirurgici’ e di conseguenza una formazione specifica. Tentare di esportare i modelli dei grandi centri urbani in montagna è un fallimento unico, si spendono soldi senza ottenere risultati”.






