Non punire, fiscalmente, ma rimuovere gli ostacoli, come il rischio di non riuscire a tornare in possesso, per morosità, del proprio appartamento affittato. Del resto, il 25,7% del totale delle abitazioni intestate a persone fisiche costituisce un patrimonio di case dormienti. Lo rileva il quarto Rapporto Federproprietà-Censis “Case dormienti, una ricchezza sommersa. Proposte per risvegliare il mercato degli affitti non turistici in Italia” che si è svolta questa mattina presso la Sala Zuccari del Senato. Se per dormienti si ritiene tutto ciò che non è “prima abitazione”, si tratta complessivamente di 8,5 milioni di case, sommatoria di 5,8 milioni non primarie utilizzate per soggiorni brevi o non locate, quasi 1,4 milioni prive persino di allacciamento alle reti di energia e acqua e quasi 1,3 milioni dagli utilizzi indefiniti e non presenti nelle dichiarazioni dei redditi.

Il sentiment degli italiani

Per l’80% degli italiani immettere mercato delle locazioni le case dormienti è oggi una buona soluzione per espandere l’offerta, per il 14,2% no, il 5,8% non ha opinione definita in merito. Condividono questa soluzione l’80,1% di chi vive nel Nord Est, l’82,6% nel Nord Ovest, il 75,2% nel Centro e l’81,3% nel Sud e Isole.