Roma, 10 dic. (askanews) – In Italia non sono le strutture ricettive per gli affitti brevi che rappresentano la causa della crisi delle locazioni ordinarie di lunga durata. Basta ricordare che oltre 8,5 milioni di case – il 25,7% delle abitazioni intestate a persone fisiche – rimangono inutilizzate, nella maggior parte dei casi perché i proprietari hanno paura a concederle in locazione per lunghi periodi. “Questi dati confermano nuovamente che la proprietà della casa rappresenta un bene prezioso per i cittadini italiani”. Lo ha sottolineato Maurizio Pezzetta, vicepresidente vicario della Fimaa Italia-Confcommercio, intervenendo alla presentazione del quarto rapporto Federproprietà-Censis “Case dormienti, una ricchezza sommersa. Proposte per risvegliare il mercato degli affitti non turistici in Italia”.
“L’indagine conferma che, per risvegliare l’offerta locativa, è necessario tutelare la proprietà”, ha detto Pezzetta.
Paradossalmente, l’80% degli italiani ritiene che reimmettere le case dormienti nel mercato delle locazioni rappresenti una risposta adeguata all’emergenza abitativa. Allo stesso tempo però, una percentuale analoga di proprietari (82,9%) rinuncia a locare un’abitazione perché ha paura di non rientrarne in possesso in caso di morosità dell’inquilino. Questo conferma che l’italiano alla proprietà immobiliare ci tiene come patrimonio da valorizzare e da conservare, ma ha bisogno di avere garanzia per riaprire le porte di queste case vuote e, come si fa a dargli torto?










