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Da due anni il presidente russo Vladimir Putin fa una richiesta costante in tutti i negoziati: vuole che gli ucraini cedano il territorio del Donbas senza combattere. Il Donbas è formato da due regioni, Luhansk e Donetsk, e gli ucraini controllano ancora circa il 20 per cento del Donetsk. Altre richieste della Russia sono cambiate o sono sparite dalle trattative, ma questa c’è sempre.

Gli ucraini rispondono di no ogni volta ed è per questo che usare la parola «negoziati» potrebbe essere un eccesso. Finora è stata la ripetizione rituale di una richiesta e di un rifiuto.

Putin insiste così tanto sul Donbas che anche il tentativo di negoziato più recente mediato dall’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump si è ridotto a questo: ottenere il pezzo di quella regione che ancora gli manca. Si tratta di un territorio largo circa ottanta chilometri, se lo misuriamo nel suo punto più ampio, tra la linea del fronte a est e il confine amministrativo a ovest con la regione di Dnipro.

L’amministrazione Trump sostiene la richiesta di Putin e secondo Politico insiste sul fatto che gli ucraini dovrebbero abbandonare il Donbas «in un modo o in un altro».