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La cessione alla Russia del Donbas, incluse le parti che non ha conquistato, è una delle principali condizioni poste da Vladimir Putin al presidente degli Stati Uniti Donald Trump per un accordo di pace con l’Ucraina. Durante il loro incontro in Alaska, Putin è riuscito ad avvicinare alle sue posizioni Trump, che già prima aveva parlato di far finire la guerra con uno «scambio di territori». Questa richiesta è sempre stata respinta dal presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, che lunedì incontrerà Trump alla Casa Bianca, accompagnato da diversi leader europei.

Il Donbas è stato uno dei fronti più importanti della guerra dopo l’invasione dell’Ucraina del febbraio del 2022, ma ci si combatteva già da prima. È da oltre dieci anni che questo territorio dell’Ucraina orientale, composto dalle regioni di Luhansk e Donetsk, è oggetto di rivendicazioni russe: per ragioni anzitutto simboliche e propagandistiche, nel senso che fu antefatto e pretesto della guerra di larga scala, ma anche militari e politiche.

Le ragioni simboliche e propagandistiche sono quelle per cui, ottenendo il controllo del Donbas, Putin potrebbe sostenere di aver raggiunto uno degli obiettivi principali della guerra, e quindi di averla vinta.