Continuano i negoziati per tentare di arrivare a una tregua nel conflitto in Ucraina.

Nel braccio di ferro tra Mosca e Kiev il nodo resta il Donbass conteso. Gli Usa spingono perché Zelensky lo ceda, il presidente ucraino sostiene che saranno i cittadini ucraini ad esprimersi con un referendum. Mosca non cede e ribadisce che non si fida del piano di pace abbozzato da Zelensky con i Paesi cosiddetti volenterosi dell'Ue e la mediazione di Trump. Secondo il Cremlino in Ucraina ci potrà essere un cessate il fuoco "solo dopo il ritiro delle truppe ucraine" dal Donbass, è quanto ha affermato il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov, confermando che "questo è uno dei requisiti che gli americani impongono" a Kiev. "Prima o poi, se non attraverso negoziati, allora con la forza, questo territorio passerà sotto il pieno controllo della Federazione Russa", ha detto Ushakov in un'intervista a Kommersant, ripresa dall'agenzia Interfax. Tutto il Donbass "appartiene alla Russia, secondo la Costituzione", ha ribadito Yuri Ushakov rispondendo così alla proposta del presidente ucraino Volodymyr Zelensky di tenere un referendum sul destino del territorio. Lo riferisce l'agenzia Interfax.

L'obiettivo che si prefigge Volodymyr Zelensky con i colloqui in Europa, previsti nel fine settimana e all'inizio della prossima, è fare inserire nel piano americano di pace "proposte inaccettabili" per la Russia