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Si sospetta un abuso di posizione dominante. Il colosso respinge gli addebiti. Tensioni con Washington

Una nuova indagine di Bruxelles su Google mette nel mirino l'utilizzo dei contenuti online degli editori. E alza la tensione con gli Stati Uniti e le big tech. Così, dopo lo scontro a tutto campo degli ultimi giorni con Elon Musk e la sua X, la Commissione europea ora punta il dito su Mountain View, sospettando che per alimentare e addestrare i suoi servizi di intelligenza artificiale AI Overviews e AI Mode, abbia usato i contenuti di editori e creator, dai siti di informazione ai video di YouTube. L'istruttoria Antitrust seguirà un iter accelerato: se i sospetti fossero confermati, si configurerebbe un abuso di posizione dominante per piegare a proprio vantaggio un mercato dell'IA a discapito della pluralità dell'informazione.

«Una società libera e democratica si fonda su media diversificati, libero accesso all'informazione e un panorama creativo dinamico. Questi valori sono centrali per la nostra identità di europei», ha osservato la vicepresidente dell'esecutivo Ue, Teresa Ribera (in foto) aggiungendo che «Google potrebbe abusare della sua posizione dominante come motore di ricerca per imporre condizioni commerciali inique agli editori, utilizzando i loro contenuti online per fornire i propri servizi basati sull'intelligenza artificiale». L'IA «porta innovazioni straordinarie, ma il progresso ammonisce Ribera - non può avvenire a scapito dei principi che tengono insieme le nostre società».