Aprire Google oggi per fare una ricerca significa imbattersi subito in un testo già pronto: una risposta generata dall'intelligenza artificiale che svetta in cima ai risultati, anticipa gli articoli, li comprime, li rielabora e, sempre più spesso, finisce per sostituirli agli occhi degli utenti.

Ed è su queste schermate che Bruxelles ha deciso di voler fare luce.

Dopo lo scontro a tutto campo degli ultimi giorni con Elon Musk e la sua X, la Commissione europea apre un nuovo fronte nello scenario - sempre più teso - dei rapporti tech con gli Stati Uniti annunciando una nuova indagine antitrust su Google: il sospetto è che il gigante di Mountain View, per alimentare i suoi servizi di intelligenza artificiale 'AI Overviews' e 'AI Mode', abbia usato i contenuti di editori e creator, dai siti di informazione ai video di YouTube, senza compensarli né offrire loro la possibilità di opporsi senza perdere il flusso di traffico proveniente da Google Search, da cui molti dipendono.

L'istruttoria antitrust seguirà un iter accelerato: se i sospetti fossero confermati, si configurerebbe un abuso di posizione dominante per piegare a proprio vantaggio un intero segmento del mercato dell'IA e, nel monito di Bruxelles, incrinare la pluralità dell'informazione a spese di editori e cittadini.