ROMA – Google annuncia che userà sempre più l’intelligenza artificiale, cambiando il modo in cui il mondo cerca sul web, e gli editori hanno perso la pazienza. “È un furto”, afferma la News Media Alliance, che raccoglie alcuni dei principali editori americani, interpretando un pensiero di molti (tra editori ed esperti di copyright). E ora invoca l’intervento delle autorità.

L’annuncio di Google

Mercoledì “Google ha annunciato una nuova funzionalità chiamata modalità AI, che consentirà agli utenti di interagire con il suo motore di ricerca come se fosse un chatbot dotato di intelligenza artificiale”, scrive sul proprio sito l’associazione. “Questa nuova funzionalità offrirebbe agli utenti informazioni e risposte alle loro domande senza la serie di link offerti dalla tradizionale ricerca Google, privando ulteriormente gli editori di contenuti originali sia del traffico che delle entrate”. “I link erano l'ultima qualità positiva della ricerca che garantiva traffico e introiti agli editori”, aggiunge Danielle Coffey, presidente e amministratore delegato della News Media Alliance.

I contenuti presi con la forza

“Ora Google si appropria dei contenuti con la forza e li utilizza senza alcun ritorno, il che è la definizione stessa di furto. Le misure correttive del Dipartimento di Giustizia devono affrontare questo problema per impedire il dominio continuato di Internet da parte di una sola azienda”. Già ora, da marzo anche in Italia, Google risponde ad alcune ricerche dell’utente con AI Overviews, una risposta fatta con l’AI. Google però ora dice che farà il passo successivo: integrare un’intelligenza artificiale chatbot direttamente nel motore di ricerca, chiamata AI Mode. Lo fa già con gli utenti Usa e si appresta a farlo anche da noi. Il problema: l’AI di Google risponde sintetizzando e mettendo assieme contenuti degli stessi editori web, a cui ruba però il traffico.