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Oggi in India verdetto sulla candidatura. Il premio spingerà il turismo gourmet

Fornelli d'Italia, l'Italia s'è desta. Dell'elmo di Scipio eccetera eccetera. Oggi è il giorno della verità per la cucina italiana, quello che potrebbe segnare il suo ingresso tra i patrimoni immateriali dell'umanità. La decisione sarà presa oggi a New Delhi, in India, dove è in corso il ventesimo Comitato intergovernativo per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, nome pomposissimo dell'assemblea che deciderà - tra le altre cose - delle candidature presentate dai vari Paesi, che sono in totale 54. Tra esse la danza Xigubo del Mozambico e l'Antep Isi, un tipo di ricamo tipico della città turca di Gaziantep.

Candidature di fronte alle quali quella della tradizione gastronomica italiana, probabilmente la più amata del mondo, certamente nella top five in ogni possibile classifica del settore, sembrerebbe una potenza inaffondabile. E tutti i segnali sembrano indicare una «promozione» della nostra nomination, peraltro supportata da un dossier a prova di bomba presentato dall'Accademia della Cucina Italiana, da Casa Artusi e dalla rivista La Cucina Italiana. Va detto peraltro che sarebbe la prima volta che il riconoscimento va a un intero sistema gastronomico e non a una singola tradizione o ricetta.