Due mesi di sostanziale cessate il fuoco a Gaza, sebbene più volte violato da Israele e Hamas, segnano un primo successo del piano di pace di Donald Trump.

Ma adesso che il presidente americano punta a passare alla fase successiva entro la fine dell'anno, sorgono nuovi ostacoli che rimettono in questione parte dei 20 punti dell'accordo.

L'ultimo, solo in ordine di tempo, riguarda la composizione del Board of Peace, l'organismo presieduto dalla stesso Trump che guiderà l'amministrazione provvisoria della Striscia insieme a un governo di "tecnocrati" palestinesi. Secondo il Financial Times, Tony Blair ne sarebbe stato escluso su pressione dei Paesi arabi e musulmani, sponsor dell'intesa.

I sostenitori dell'ex premier britannico - che aveva contribuito alla stesura del piano con il Tony Blair Institute for Global Change - avevano sottolineato il suo ruolo nel porre fine a decenni di violenza nell'Irlanda del Nord. Ma il mondo arabo non gli ha perdonato i suoi scarsi successi da inviato speciale del Quartetto (Usa, Russia, Ue e Onu) per il processo di pace in Medio Oriente, e soprattutto il suo coinvolgimento attivo nella guerra di George W. Bush in Iraq nel 2003.

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