Tortura, sequestro di persona, tentata estorsione, porto abusivo di esplosivo e danneggiamento aggravato. Sono questi i gravi reati contestati a undici giovani, sei maggiorenni e cinque minorenni, raggiunti all'alba dalle misure cautelari eseguite dai carabinieri della compagnia di Roma Trastevere. I provvedimenti, emessi dal Gip del Tribunale di Roma Livio Sabatini e da quello per i minorenni su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, hanno portato i maggiorenni in carcere e i minorenni tra il carcere minorile e la comunità. Tutti gli indagati sono italiani e domiciliati nella Capitale. L'inchiesta, nata da un arresto in flagranza per droga avvenuto a marzo, ha consentito di ricostruire due episodi di tortura avvenuti a gennaio scorso. Secondo gli investigatori, alcune vittime sarebbero state prelevate dalle loro abitazioni e condotte in un garage della zona Massimina, dove sarebbero state immobilizzate, bendate e sottoposte a torture con pugni, schiaffi, colpi con spranghe e mazze, frustate. Nonchè minacciate con coltelli puntati alle cosce e getti di acqua bollente alternata a acqua fredda, con lesioni giudicate particolarmente gravi.