Il periodo magico è iniziato e l’atmosfera delle feste si respira in anticipo. A volte anche troppo, vedi le luminarie in città già a fine ottobre. In montagna però tutto pare più puro, quest’anno anche grazie alle belle nevicate di inizio stagione. Di sicuro lo è tra le valli del Monte Rosa dove la tradizione Walser non ha mai tradito se stessa.

Uno dei momenti più significativi per coglierne l’animo è la festa di San Nicola, ispirata alla tradizione germanica, che cade il 6 dicembre. Originario delle popolazioni Walser, il culto di San Nicola assume diversi nomi nelle varie località interessate da insediamenti di questi popoli: a Gressoney, lo chiamano San Kloas, ad Alagna Valsesia è conosciuto come Sa’ Miklòs.

I bambini in particolare aspettano con trepidazione l’arrivo di San Nicola: la sera della vigilia vanno di casa in casa a portare un bigliettino da loro disegnato con su scritto il proprio nome, chiedendo: “Passerà San Nicola”? Alla risposta: “Sì, certamente”, i biglietti vengono ritirati dalla padrona di casa e messi sotto un piatto: durante la notte il Santo passerà e lascerà i suoi doni.

Nel borgo di Hône all’imbocco della valle di Champorcher (stazione sciistica che fa parte del comprensorio Monterosa Ski), in questi giorni si sente profumo di pane dolce e frutta secca: è la Micòoula, un pane di segale arricchito con castagne, noci, fichi secchi, uva passa e, a volte, scaglie di cioccolato.