A Boston, nel cuore del biotech mondiale, c’è un laboratorio pieno di scienziati imprenditori, dove al terzo piano si coltivano batteri e in cantina ci sono i quantum computer. È qui che Giulio Deangeli, 30 anni, partito da Este, passato per Pisa, Harvard e Cambridge, ricercatore in neuroscienze cliniche e computazionali insegna a un pezzo di silicio a fare una diagnosi. Sta sviluppando una tecnologia capace di identificare un’infezione in cinque minuti e di dire, in due ore, a quali antibiotici quella infezione è resistente. Un cambiamento che potrebbe rivoluzionare la medicina. L’antibiotico-resistenza è, e sarà sempre più, una delle prime cause di morte al mondo.

La sua storia, nel 2020, fece il giro del mondo: è il ragazzo delle cinque lauree conseguite in parallelo in Italia. Medicina, Biotecnologia, Ingegneria, Biotecnologia molecolare. Più un diploma d’eccellenza della scuola sant’Anna di Pisa in scienze mediche. Ha sostenuto 150 esami, 1 esame a settimana, media del trenta. Ha ideato un metodo per studiare basato sulle neuroscienze e ha vinto numerose borse di studio. A 23 anni, è stato anche il primo italiano a vincere la borsa di studio Harvard Hip. E se gli chiedi: ma come fai? ti risponde: «Studiare è un’attività meravigliosa e ti dà superpoteri».