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Dopo lo scoop di ieri de Il Tempo, con le rivelazioni choc sulla partecipazione di Francesca Albanese a una conferenza nel 2022 con il gotha di Hamas e della jihad islamica è giunta alla nostra redazione una lunghissima serie di reazioni e di prese di posizione. Sono dichiarazioni di indignazione, ma anche richieste di chiarimento: come può l’Onu non revocarle il mandato da relatrice speciale? Come fa a essere imparziale chi presenzia a eventi con elementi di spicco del terrorismo palestinese? Spesso le sue frasi sono ritenute solo ambigue, ma le fotografie non lasciano spazio all’immaginazione e ora resta da capire anche cosa vorrà fare chi ancora insiste con il conferirle la cittadinanza onoraria. Albanese si giustifica dicendo che non era presente alla conferenza bensì videocollegata, e che quindi non sapesse chi erano i relatori: ma come si fa a essere invitati nel cerchio magico del terrorismo, se in qualche modo non si conoscono, direttamente o indirettamente, elementi che ne fanno parte? E, soprattutto, non verifica? (Pagina a cura di Giulia Sorrentino e FIlippo Biafora)
Jonathan Peled, Ambasciatore d'Israele in Italia
«Gli articoli de Il Giornale e Il Tempo hanno chiaramente dimostrato i legami di Albanese con importanti figure di Hamas e della Jihad islamica. È ora che l'Onu revochi il mandato di questo pericoloso soggetto e che l'Occidente e l'Italia riconoscano che il suo unico scopo è giustificare il terrorismo palestinese e incitare all'odio contro Israele, il mondo ebraico e chiunque non condivida le sue opinioni».







