Che cosa manca per fare la nuova giunta della Regione del Veneto? È come il Cubo di Rubik: c’è un cubetto da risolvere e, fatto quello, mossa dopo mossa, viene poi tutto naturale. Solo che il cubetto rompicapo ce l’hanno in mano i Fratelli d’Italia e, al momento, non sanno come venirne fuori: negli accordi prematrimoniali di ottobre con Alberto Stefani hanno chiesto la Sanità e adesso che devono dare il nome del successore di Manuela Lanzarin, non sanno chi mettere sul tavolo. È così che sono stati bruciati almeno tre direttori generali di Ulss: consapevoli che la Sanità è uno dei settori più delicati della Regione, oltre che il comparto più oneroso (quasi 11 miliardi di euro nel 2024), a un certo punto è spuntata infatti l’ipotesi del tecnico. E chi più tecnico di un direttore di Ulss? Prima Giuseppe Dal Ben dell’Azienda Ospedale di Padova, poi Francesco Benazzi dell’Ulss 2 Marca Trevigiana, poi ancora Edgardo Contato dell’Ulss3 Serenissima. L’ultimo nome su cui stanno ragionando i Fratelli è un pezzo da novanta della sanità italiana: Giancarlo Ruscitti, medico, già direttore generale della Sanità e del Sociale della Regione del Veneto ai tempi di Galan, poi ad della Fondazione Opera San Camillo e di altre realtà sanitarie, con esperienze in Puglia e in Trentino, oggi direttore dei Servizi sociosanitari del Friuli Venezia Giulia. Ruscitti sarebbe il tecnico che potrebbe risolvere il rompicapo della giunta veneta. A meno che non subentrino valutazioni politiche. E cioè pescare gli assessori solo ed esclusivamente tra gli eletti.