Quindici anni dopo, la guida del Veneto cambia volto: come atteso, Alberto Stefani ha largamente vinto le elezioni regionali del 23 e 24 novembre scorso con oltre il 64% dei voti validi. Ora, però, inizia il lavoro, e l’opinione pubblica del Veneto sembra avere le idee molto chiare su quale dovrebbe essere l’agenda dei primi cento giorni del neogovernatore. Secondo i dati analizzati da Demos per l’Osservatorio sul Nordest del Gazzettino, infatti, oltre la metà dei veneti (55%) indica nella sanità la questione da affrontare subito, seguita, a grande distanza, dagli interventi legati al mondo del lavoro, delle imprese e del turismo (16%) e dall’autonomia (10%). Intorno al 6%, invece, si attestano le politiche relative al mondo della formazione - scuola e università - e il welfare per le famiglie, mentre poco lontano (5%) ritroviamo il tema dei trasporti e della viabilità. Chiude, infine, il dossier abitativo, giudicato una priorità dal 2% dei veneti. Focalizziamo la nostra attenzione sulle prime tre priorità, che insieme raccolgono oltre l’80 delle indicazioni, e vediamo come si caratterizzano dal punto di vista sociale.

Stefani: «La Giunta? Ci sarà una delega ai Giovani e la terrò direttamente io». Il neo-presidente del Veneto all’Oscar Green di Coldiretti VIDEO