Fratelli d’Italia potrebbe rinunciare all’assessorato alla Sanità. È quanto filtra dalle trattative in corso in queste ore sull’asse Venezia-Roma tra il neo presidente della Regione del Veneto Alberto Stefani e il partito di Giorgia Meloni. Evidentemente in difficoltà nel formulare un nome – di politico o di tecnico - in grado di gestire un comparto da quasi 11 miliardi di euro con tutti i problemi noti (carenza di medici e infermieri, liste d’attesa da smaltire), i meloniani potrebbero alla fine lasciare la scelta direttamente in capo al governatore. E in questo caso si tratterrebbe molto probabilmente di un “civico”. Con due conseguenze: Fratelli d’Italia manterrebbe comunque i 5 posti in giunta (con la quinta casella a questo punto da definire) e la Lega scenderebbe da 4 a 3 assessori “politici”.
Ma c’è anche l’incognita Forza Italia: il leader degli azzurri Antonio Tajani ha chiesto da tempo l’assessorato alla Sanità per Flavio Tosi e se l’accordo tra Lega e FdI sulle deleghe venisse ritoccato togliendo proprio la Sanità ai meloniani, è immaginabile che i forzisti non staranno certo muti.
Il quadro dovrà essere definito a breve perché Stefani è deciso a completare la giunta questa settimana. Inizialmente si era parlato di giovedì, cioè domani, più facile che la presentazione della squadra slitti a venerdì. La novità, appunto, è che, vista la delicatezza del settore, il governatore ha deciso di essere lui a indicare l’assessore alla Sanità se FdI non sarà in grado, come pare, di proporre un nome all’altezza. E di nomi finora ne sono stati “bruciati” parecchi: dal neo consigliere regionale vicentino Francesco Rucco ad almeno tre dg di Ulss (Giuseppe Dal Ben, Francesco Benazzi, Edgardo Contato), passando per il direttore dei servizi sociosanitari del Friuli Venezia Giulia Giancarlo Ruscitti fino al consigliere regionale veronese Diego Ruzza. E siccome l’accordo che assegnava 5 assessorati a FdI, tra cui la Sanità, non è di ieri ma di due mesi fa, raccontano che il governatore si sia stufato di aspettare e abbia deciso di risolvere da sé la questione. Anche perché ha sempre ribadito: «Voglio una giunta di qualità», «Voglio gente che ha esperienza e si è già occupata del settore». Quindi, se i tecnici individuati finora sono stati scartati da FdI e se FdI ha proposto al presidente della Regione politici che lo stesso Stefani ha ritenuto non all’altezza, ecco che l’accordo verrebbe cambiato: sempre 5 assessori ai meloniani, ma senza la Sanità perché qui l’indicazione sarebbe del governatore. Tra i nomi che sono circolati c’è anche quello del cardiochirurgo Gino Gerosa, ma pare che Stefani ne abbia in mente altri due.







