È stata la Bbc, per prima, a dedicarle un servizio: la nuova campagna di Valentino per la borsa Garavani DeVain, realizzata con l’intelligenza artificiale, sta scatenando un’ondata di reazioni indignate. Nel giro di poche ore la notizia ha fatto il giro del web, finendo sulle pagine del Daily Mail e di molti altri giornali britannici, che hanno raccolto decine di commenti — spesso spietati — degli utenti sui social. Il motivo? Un video surreale e dichiaratamente generato con AI, pubblicato sul profilo Instagram della maison e subito diventato virale, non tanto per l’impatto artistico quanto per le accuse di essere uno spot “inquietante” e “disturbante“.
Il video nel mirino delle critiche
Il video criticato è il secondo capitolo del progetto “Digital Creative Project” di Valentino, che ha coinvolto nove artisti, cinque dei quali hanno utilizzato strumenti di AI generativa. Lo spot è firmato in particolare dall’artista digitale Total Emotional Awareness, che secondo la maison ha trasformato la borsa in “un viaggio attraverso geometrie caleidoscopiche e pura immaginazione”. Il contenuto è un collage “surreale” e visionario: modelle che emergono da un’opulenta borsa d’oro, braccia che si fondono per formare il logo Valentino e corpi che si trasformano in una massa vorticosa. Il brand, correttamente, aveva etichettato il post come contenuto generato dall’AI ma il punto non è neanche tanto l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, quanto il risultato che ne è scaturito. I commenti si sono moltiplicati, definendo il visual come “surreale”, “inquietante”, “scadente” e chiedendo: “È deludente da una casa di moda couture”. Molti si sono chiesti se l’azienda fosse stata “hackerata” mentre altri tuonavano: “Ma cosa ca** stiamo vedendo?”.






