La replica di Armando Palombo (Fiom): “Ci saranno le sedi opportune dove far valere le proprie rivendicazioni. Vent’anni fa c’era chi vedeva la Madonna lacrimare sul monte Fasce, non ho mai commentato. Rispetto, ma non commento”

L'ospedale Villa Scassi

Tensione altissima e violenza alla portineria dello stabilimento Ilva di Cornigliano, dove anche questa mattina è in corso una protesta degli operai. La Uilm ha denunciato una grave aggressione fisica subita dai suoi dirigenti da parte di lavoratori che indossavano indumenti riconducibili alla Fiom. Secondo quanto riportato in una nota della Uilm, il segretario generale Luigi Pinasco, il segretario organizzativo Claudio Cabras e tre delegati sindacali sarebberi “stati aggrediti a calci e pugni da individui con la felpa della Fiom, per poi essere braccati per almeno un chilometro”.

L'episodio, avvenuto davanti ai cancelli dello stabilimento, è stato duramente condannato dal sindacato. “È un episodio inaccettabile che non possiamo far passare in alcun modo,” afferma la nota della Uilm. “Stiamo vivendo un momento drammatico per il lavoro nella siderurgia e queste persone mascherate da bulli pensano di fare il bello e il cattivo tempo spostando l'attenzione dal problema al regolamento di chissà quali conti”. Claudio Cabras, segretario organizzativo Uilm, raggiunto telefonicamente dal pronto soccorso dell'Ospedale Villa Scassi, ha fornito i dettagli dell'aggressione: “Ho ricevuto spintoni e calci, a un collega sono arrivati pugni in testa. Noi questa mattina eravamo lì per l’assemblea, perché continuiamo a sostenere le ragioni dello sciopero”.