«Ci siamo inoltrati in un’età selvaggia, del ferro e del fuoco, di predatori e di prede. E il grande gioco politico cambia le sue regole, privilegiando ora la sfida, ora la prevaricazione illimitata. Perciò il 62% degli italiani ritiene che l’Unione europea non abbia un ruolo decisivo nelle partite globali. Il 53% crede che sia destinata alla marginalità in un mondo in cui vincono la forza e l’aggressività, anziché il diritto e l’autorità degli organismi internazionali. Per il 74% l’american way of life non è più un modello socio-culturale, un tempo da imitare e oggi irriconoscibile. Moriremo post-americani? Il 55% è convinto che la spinta del progresso in Occidente si sia esaurita e adesso appartenga a Cina e India. Il 39% ritiene che le controversie tra le grandi potenze si risolvano ormai mediante i conflitti armati, i cui esiti fisseranno i confini del nuovo ordine mondiale». E infine: «Il 30% condivide una convinzione inaudita: le autocrazie sono più adatte allo spirito dei tempi». La fotografia che viene fuori dal 59esimo rapporto Censis, pubblicato venerdì 5 dicembre, fa come al solito riflettere. Il report è una sorta di bussola che aiuta a delineare le caratteristiche degli italiani nella fase attuale, caratterizzata da minacce alla sicurezza, a cominciare dalle crisi internazionali in Ucraina e Medio Oriente, e da sfide sempre più complesse.
Censis: per il 30% degli italiani i regimi autocratici sono più adatti a governare oggi
L’Italia nell’età selvaggia, del ferro e del fuoco








