Scoppia la guerra tra consulenti, ma la svolta nel caso Garlasco è cristallizzata. Perché la perizia della genetista Denise Albani rappresenta uno spartiacque nell’omicidio di Chiara Poggi, per il quale è da dieci anni in carcere Alberto Stasi e oggi è sotto accusa Andrea Sempio. È proprio all’aplotipo Y del 37enne indagato che il perito del giudice, in incidente probatorio, attribuisce un match «moderatamente forte/forte e moderato» con il cromosoma Y di Ignoto 1, quel Dna rilevato sulle unghie del mignolo della mano destra e del pollice della mano sinistra della vittima, già isolato nel 2014 nel processo bis finito con la condanna di Stasi e bollato come «degradato» dall’allora perito Francesco De Stefano. L’elaborato della Albani, invece, certifica che quel Dna non è mai stato degradato, rispondendo così al primo quesito posto dal giudice di Daniela Garlaschelli, in merito al nodo dell’attribuibilità.