Nonostante l’allarme lanciato da Comuni, Regioni e Province e le minacce di ostruzionismo provenienti dal Partito democratico, il governo tira dritto. Niente stralcio, i Livelli Essenziali delle Prestazioni (Lep) rimangono nella manovra finanziaria. Lo ha detto il ministro per i rapporti con il Parlamento Luca Ciriani al termine della riunione in commissione Bilancio al Senato. Dopo che la Corte costituzionale – nella sua sentenza di novembre – ha bocciato la formulazione originaria dell’Autonomia differenziata contenuta nel ddl del ministro leghista Roberto Calderoli, la destra rimettere in campo la riforma inserendo in manovra articoli che disciplinano i Lep, i livelli essenziali delle prestazioni da garantire su tutto il territorio nazionale.
Una decisione subito contestata dai dem che l’hanno definita “anticostituzionale” perché – spiega il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia – “con alcuni articoli reintroduce la definizione da parte del governo dei Lep su scuola, sanità e trasporti, scelta già bocciata dalla Corte costituzionale. Quegli articoli vanno cancellati e su questo faremo una battaglia durissima fino all’ostruzionismo”.
Non la pensa così il governo, che esclude qualsiasi retromarcia sull’argomento. “Noi abbiamo dato la disponibilità alle opposizioni, in particolare al Pd che aveva chiesto spiegazioni, di una audizione anche in sede tecnica del ministro Calderoli, questa disponibilità rimane, però i Lep sono un tema importante che non può essere stralciato“, ha ribadito oggi il ministro Ciriani. “C’è una questione di importanza politica e anche di urgenza – aggiunge – perché l’approvazione dei Lep è legata al federalismo fiscale che è una milestone del Pnrr. Quindi per vari motivi di carattere tecnico, politico e dei tempi del Pnrr non può essere stralciato”, conclude. Non solo. Per Ciriani “ci sono dei precedenti del governo Draghi in questa stessa direzione, quindi il tema è perfettamente ammissibile e perfettamente costituzionale“.







