Bologna, 4 dic. (askanews) – L’Emilia-Romagna non è solo un motore trainante, è il cuore pulsante della manifattura italiana. Una regione che vale da sola quasi il 14% dell’export nazionale, ma che oggi, tra tensioni geopolitiche e mercati che cambiano, ha bisogno di nuove mappe per continuare a correre. SACE – l’Agenzia di credito all’esportazione controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze – è arrivata a Bologna proprio per questo: trasformare le sfide in opportunità. Lo spiega Mario Melillo, director SACE: “E’ un aiuto nello svilupparsi, nel crescere insieme sul mercato internazionale e quindi un aiuto sia di natura finanziaria assicurativa sia commerciale e noi ci dobbiamo sempre più spingere verso questo percorso di crescita condivisa”.

E la condivisione si traduce in numeri pesanti. Parliamo di un’area – che abbraccia Emilia-Romagna, Marche e Umbria – dove SACE ha già affiancato 4.500 imprese. Un supporto concreto che, tra il 2024 e l’inizio del 2025, ha mobilitato risorse per oltre 6 miliardi di euro. L’obiettivo? Diversificare, guardando oltre i soliti confini. “Questa è la sesta tappa – prosegue Melillo -. Ritengo che stia andando molto bene. La nostra mission è quella di ascoltare le imprese, quindi incontrarle, ascoltarle, trovare insieme delle soluzioni per poi fare questo percorso di crescita condivisa sia da un punto di vista commerciale che finanziario all’estero, ovviamente, naturalmente partendo dall’Italia: quindi supporto anche in Italia, ma per cercare di potenziare sempre più una crescita internazionale”.