Unire quel senso della responsabilità “di Stato” che guarda alla sicurezza energetica del Paese con la vocazione industriale di un’azienda quotata in Borsa.

Sarà questo lo spirito del nuovo piano industriale atteso a marzo della nuova Snam guidata da Agostino Scornajenchi. Esportare sempre più gas verso l’Europa del nord e favorire la competitività tra le varie fonti di approvvigionamento del Paese è la partita da giocare per l’Italia. Anche questo servirà a tenere bassi i prezzi per l’ad. Una rotta che parte «dai fatti», senza ideologie, di «un mondo che è cambiato molto» proprio nei primi sei mesi di missione da amministratore delegato. Dai flussi record di Gas naturale liquefatto (Gnl) che approdano in Italia alla consapevolezza in crescita in Europa, che «senza gas non si mandano avanti i Paesi».

Dottor Scornajenchi, nei 200 giorni alla guida di Snam tante cose sono cambiate. Non solo il peso delle politiche di Trump. Il blackout in Spagna ha rimescolato i mix energetici Ue a favore del gas. E il Gnl Usa sta arrivando così copioso da aver evocato il rischio bolla. Partiamo da qui: dall’abbondanza di gas russo passiamo a quella del Gnl Usa? Altro che riduzione dei consumi di gas verso il net zero.