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L'uomo, macedone, era già stato in cella e aveva seguito corsi anti violenza

Non è andata al lavoro, Sadjide Muslija, 50 anni ancora da compiere, origini macedoni. Il cellulare spento, nessuno in casa. E i colleghi, allarmati, telefonano al 112.

Quando sono arrivati i carabinieri in via Garibaldi, a Pianello Vallesina, frazione di Monte Roberto, Ancona, per lei non c'era nulla da fare. Massacrata di botte, uccisa, in camera da letto. Scomparso il marito, Nazif Muslija, 50 anni, sempre di origini macedoni e, soprattutto, condannato, dopo patteggiamento, per maltrattamenti e minacce. Pochi mesi prima l'uomo aveva rincorso la moglie con un'accetta minacciando di ucciderla. Dopo la sentenza e la separazione, inspiegabilmente, Nazif torna a vivere con la donna. Eppure botte e maltrattamenti sono continui. In particolare il 12 aprile Sadjide, all'ennesimo litigio, si barrica in una stanza. Nazif non ci pensa due volte e, afferrata un'ascia, sfonda la porta. "Stasera ti ammazzo" urla mentre le distrugge il cellulare. Sadjide riesce a fuggire cercando rifugio in casa dei vicini. A quel punto Nazif si precipita dal presunto amante, assente in quel momento, e anche lì prende ad accettate la porta.