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L'uomo aveva il divieto di avvicinamento ma il dispositivo di controllo non funzionava
Uccide la moglie, poi si costituisce. Ancora un femminicidio, questa volta a La Spezia. A morire con tre coltellate Tiziana Vinci, 55 anni, colpita a morte dal marito Umberto Efeso di 57 anni, camionista. E ancora una volta l'assassino aveva il divieto di avvicinamento alla vittima e il braccialetto elettronico. Che non funzionava da dieci giorni. Nonostante la segnalazione a Fastweb, la compagnia che con un appalto da 15,6 milioni di euro gestisce il collegamento gps con le sale operative, il servizio non era stato ripristinato. Da una prima ricostruzione il bracciale in dotazione all'uomo si scaricava di continuo, funzionando a fasi alterne. La Vinci, invece, non lo indossava affatto nel momento dell'aggressione. Probabilmente il killer se n'era accorto durante i suoi appostamenti quasi quotidiani. Tanto da approfittarne per avvicinarsi a lei nonostante il divieto della Procura. Sei figli adulti, da tempo l'uomo la tormentava con una gelosia morbosa. Era convinto che lo tradisse quando, per giorni, si allontanava da casa per lavoro. Per sfuggire ai maltrattamenti a maggio la donna era andata a vivere con uno dei suoi figli. E dal 4 giugno, dopo una serie di denunce, era scattato il codice rosso con l'applicazione del dispositivo di controllo a entrambi. Anche in questo caso, come a Torino nel settembre scorso quando un tunisino uccise l'ex moglie davanti ai figli nel quartiere Barriera, qualcosa non ha funzionato. L'uomo, accusato di omicidio volontario preterintenzionale aggravato, dopo essersi disfatto dell'arma, due ore dopo si è presentato alla stazione dei carabinieri di Ceparana dove è stato interrogato dai militari del nucleo investigativo di La Spezia e di Genova. Al primo fascicolo per omicidio il pm Claudia Merlino ne avrebbe aperto un altro per accertare eventuali responsabilità del mancato intervento per sostituire il braccialetto malfunzionante e ripristinare la geolocalizzazione del 57enne.






