L'eccellenza artigianale italiana si conferma ancora una volta con l'esordio della ErreErre Fuoriserie ForGiotto. No, non è un semplice restomod, bensì una "RetroVision", ovvero una vettura che fonde l'ispirazione dal passato con l'idea di un'auto desiderata ma mai concretizzata. La ForGiotto è un tributo al genio indiscusso di Giotto Bizzarrini, l'ingegnere "duro e puro" che, dopo l'esperienza in Ferrari (dove fu fondamentale per la 250 GTO), ha continuato a forgiare la storia dell’automobilismo con creazioni iconiche come la Iso Grifo A3/C e la successiva Bizzarrini 5300 GT Strada.
Da Le Mans alla visione (incompiuta)
Il cuore concettuale della ForGiotto affonda le radici negli studi aerodinamici pionieristici degli anni '60, in particolare nel concetto di carrozzeria "Breadvan" o "camionnette". Già con la Ferrari 250 GT SWB Breadvan (realizzata per il Conte Volpi), Bizzarrini dimostrò una profonda comprensione di come la coda tronca potesse ridurre la portanza e la resistenza alle altissime velocità, cruciali sul lunghissimo rettilineo di Hunaudières a Le Mans. L'idea della ForGiotto nasce per concretizzare il desiderio che Bizzarrini confidò al suo giovane apprendista, Fabrizio Rossini: quello di applicare la stessa filosofia Breadvan, esasperandone l'aerodinamica, alla sua creatura prediletta, la Iso A3/C.






