In Kosovo la commissione elettorale centrale non ha dato il via libera alla partecipazione di Srpska Lista (SL), il maggior partito della comunità serba locale, alle elezioni parlamentari anticipate in programma il prossimo 28 dicembre, suscitando proteste e polemiche sia a livello locale che nella dirigenza serba a Belgrado.

La mancata certificazione di SL per il voto di fine dicembre è emersa ieri sera quando due membri della commissione elettorale si sono detti a favore di SL alle elezioni, due si sono espressi contro, mentre gli altri sette si sono astenuti.

Non sono stati resi noti i motivi della contrarietà dei due esponenti della commissione e di quelli astenuti.

La stessa cosa era avvenuta nei mesi scorsi in occasione delle elezioni legislative del 9 febbraio di quest'anno e delle amministrative del 12 ottobre, quando Srpska Lista era stata inizialmente esclusa dalla partecipazione al voto, e ammessa solo dopo l'accettazione da parte del tribunale di un ricorso del partito serbo. Cosa che si presume avverrà anche in questa occasione.

Immediate le reazioni sdegnate da parte della dirigenza di SL e delle autorità di Belgrado. Il ministro degli esteri serbo Marko Djuric ha parlato di decisione "inaccettabile" che dimostra "l'assenza di capacità democratiche da parte del regime di Albin Kurti". Per Petar Petkovic, capo dell'Ufficio governativo serbo per il Kosovo, la decisione della commissione elettorale è la dimostrazione del "nervosismo" e della "paura" di Kurti per una nuova e definitiva "debacle" nel voto del 28 dicembre. Il governo di pPtina - ha osservato - non sa offrire altro ali elettori se non un "autentico odio verso tutto ciò che è serbo".