In Kosovo si è sbloccato il nuovo stallo che si era creato sull'elezione di uno dei cinque vicepresidenti del parlamento, quello che spetta alla minoranza serba.

A essere eletto è stato oggi Nenad Rasic, leader del partito della libertà e giustizia, piccola formazione non allineata con la dirigenza di Belgrado, e in concorrenza con Srpska Lista (SL), il maggior partito della comunità serba in Kosovo, che è strettamente legata alla dirigenza di Belgrado.

Dei dieci deputati che spettano alla minoranza serba nel parlamento di Pristina, nove appartengono a Srpska Lista e uno alla formazione di Rasic.

La sua elezione - con 71 voti a favore, 9 contro e 24 astenuti - è avvenuta dopo che nessuno dei nove candidati di Srpska Lista aveva raggiunto il quorum richiesto. La dirigenza di SL ha protestato sostenendo che spetta a Srpska Lista avere la vicepresidenza del parlamento disponendo di nove deputati su dieci. Con l'elezione del quinto e ultimo vicepresidente, si è concluso l'iter di formazione del nuovo parlamento del Kosovo scaturito dal voto del 9 febbraio scorso. La prima seduta costitutiva si era tenuta il 15 aprile, e ad essa erano seguiti oltre quattro mesi di stallo per l'elezione del presidente dell'Assemblea, avvenuta dopo 57 tentativi andati a vuoto. Con ciò è possibile passare alla formazione di un nuovo governo del Kosovo, dove domenica si torna a votare per le elezioni locali.