In Kosovo prosegue lo stallo nella costituzione del nuovo parlamento, dove resta vuota la casella di uno dei cinque vicepresidenti, quello spettante alla minoranza serba.

Nei giorni scorsi alla 58/ma votazione era stato eletto presidente dell'Assemblea Dimal Basha, e successivamente in rapida successione quattro dei cinque vicepresidenti - tre spettanti alla maggioranza di popolazione di etnia albanese e uno per la minoranza bosniaca.

Sul rappresentante serbo è in corso un braccio di ferro tra i candidati di Srpska Lista (SL), il maggior partito della comunità serba in Kosovo, strettamente legato a Belgrado, e quello del Partito per la libertà e giustizia, un'altra piccola formazione serba critica con il governo serbo e più vicina alla dirigenza di Pristina. Nella votazione odierna non hanno ottenuto il quorum minimo di 61 voti per l'elezione nè i due candidati di SL - Miljana Nikolic e Igor Simich - nè quello del partito rivale, Nenad Rasic, che è stato in passato ministro nel governo kosovaro.

Srpska Lista ha presentato ricorso alla Corte costituzionale del Kosovo sostenendo che viene violato il regolamento del parlamento in base al quale il vicepresidente dell'Assemblea per la componente serba spetta al partito che conta maggiori deputati - SL ne ha nove, il partito rivale uno. Lo stallo sulla nuova Assemblea impedisce di passare alla formazione di un nuovo governo. In Kosovo si è votato per le parlamentari il 9 febbraio scorso, e il 12 ottobre sono in programma le elezioni amministrative.