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Ultimo aggiornamento: 15:57

Chiuse le indagini sul caso della morte del 19enne Ramy Elgaml avvenuta il 24 novembre 2024 a Milano dopo un inseguimento di 8 km culminato con l’incidente contro un semaforo, all’incrocio tra via Ripamonti e via Quaranta. Sono otto in tutto gli indagati, che adesso rischiano il processo: sette carabinieri e Fares Bouzidi, l’amico della vittima che guidava lo scooter T Max. Sia Fares che il carabiniere Antonio Lenoci devono rispondere di omicidio stradale. Lenoci è accusato anche di lesioni. I militari Mario Di Micco, Luigi Paternuosto, Federico Botteghin e Bruno Zanotto devono rispondere, invece, di frode e depistaggio per aver fatto cancellare i video ripresi con un cellulare da due testimoni. Inoltre quattro militari – Lenoci, Paternuosto, Ilario Castello e Nicola Ignazio Zuddas – devono rispondere di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici per aver nascosto la presenza di una telecamera dashcam sull’auto e di una bodycam personale, “dispositivi che riprendevano l’intera fase dell’inseguimento“. Castello e Zuddas devono rispondere anche di falso per le dichiarazioni rese ai pubblici ministeri. Il nuovo avviso notificato oggi è un atto complessivo con tutte le accuse: nel tempo, infatti, sono aumentate le imputazioni e gli indagati, rispetto alle tre chiusure indagini distinte per sei indagati che erano state notificate nei mesi scorsi. Atto che prelude la richiesta di processo.