A oggi rigenerare un'articolazione danneggiata dall’artrosi significa essenzialmente sostituirla con una protesi artificiale. Ma diversi gruppi di ricerca sono al lavoro per capire se invece non sia possibile indurre i tessuti propri dell’organismo a rigenerarsi, rinunciando a ginocchia, anche e spalle bioniche. E oggi, il lavoro di alcuni ricercatori della Stanford University, condotto su modelli animali e su campioni di tessuto umano, suggerisce che si tratta di una strada da percorrere. La loro ricetta prevede, in particolare, di spegnere l’azione di un enzima, con l’effetto finale di convincere le cellule della cartilagine a rigenerarsi.

Artrosi di anca e ginocchio: quali infiltrazioni funzionano meglio? Al via studi clinici per capirlo

20 Giugno 2025

Una proteina al centro dell’invecchiamento della cartilagine

La molecola al centro degli studi è una proteina (15-PGDH, ovvero 15-hydroxy prostaglandin dehydrogenase), un enzima che degrada le prostaglandine, sostanze prodotte dal corpo che sono coinvolte nella rigenerazione di tantissimi processi, come coagulazione, vasodilatazione e vasocostrizione dei vasi sanguigni e infiammazione. Si tratta di un enzima molto studiato e in particolare un suo aumento, ricordano gli scienziati, è noto per essere associato ai processi di invecchiamento, compreso quello che colpisce le articolazioni e che predispone all’insorgenza di artrosi con l'età. Anche in cartilagini danneggiate aumenta. Ma se aumenta in caso di danno, inibirlo può contrastrare il danno stesso?