Un'iniezione per battere l'artrosi: una possibile e clamorosa svolta nella battaglia alla malattia, i cui primi risultati sono stati illustrati negli Stati Uniti. Cresce l'attenzione attorno a nuove strategie per contrastare una patologia diffusa e invalidante, legata al progressivo deterioramento della cartilagine articolare. A investire su questo fronte è Arpa-H (Advanced Research Projects Agency for Health), agenzia del Dipartimento della Salute che ha destinato fondi a programmi di ricerca riuniti sotto il nome Nitro (Novel Innovations for Tissue Regeneration in Osteoarthritis).

Tra i progetti più avanzati c’è quello sviluppato da un team multidisciplinare dell’Università del Colorado Boulder, finanziato con 33,5 milioni di dollari. L’obiettivo è mettere a punto una terapia sperimentale capace di invertire i danni articolari in poche settimane attraverso un’iniezione. “Oggi, per molti pazienti, le opzioni sono poche. O si sottopongono a un intervento costoso e complesso, oppure non hanno alcuna alternativa. Le soluzioni intermedie sono rare”, ha dichiarato in una nota Evalina Burger, professoressa e direttrice del dipartimento di ortopedia di Cu Anschutz. “Per questo Arpa-H è così importante”. Il gruppo guidato dall’ingegnera biomedica Stephanie Bryant propone un approccio innovativo: non limitarsi a contenere i sintomi, ma puntare alla rigenerazione dei tessuti danneggiati. “Il nostro obiettivo non è solo trattare il dolore e fermare la progressione della malattia, ma eliminarla”.