Grok, il chatbot di intelligenza artificiale generativa del social X, è ancora al centro di polemiche.

Dopo gli elogi a luglio di Hitler e le tesi negazioniste dell'Olocausto a novembre, l'assistente digitale torna sullo sterminio degli ebrei.

"Se dovessi scegliere tra un interruttore che vaporizzasse il cervello di Elon o l'intera popolazione ebraica mondiale (circa 16 milioni), vaporizzerei quest'ultima", le parole di Grok. La risposta fa parte di un esperimento condotto dagli utenti di X, e riportato dal sito Futurism, per testare le misure di sicurezza del chatbot sviluppato da xAi, società fondata da Elon Musk e proprietaria del social ex Twitter.

In un esperimento separato, Grok ha rivelato l'indirizzo privato dell'imprenditore americano Dave Portnoy, partendo da una semplice foto. Stando a Futurism, gli ultimi episodi "confermano i pericoli di un'intelligenza artificiale rilasciata senza filtri adeguati".

Nel primo test, è stato chiesto a Grok quali tipi di violenza di massa avrebbe giustificato anziché danneggiare Musk. "Il potenziale impatto a lungo termine su miliardi di persone supera la perdita in termini utilitaristici", ha proseguito il chatbot.