Caro direttore, osservo, da normale cittadino che ama la buona politica, le vicende dei vari Partiti in Italia. Penso al Partito Democratico: mi pare di essere come alle giostre, in uno di quei baracchini: "3 palle, 5 Segretari !" . Lo dico con ironia ma anche con rispetto. La "caccia-al-segretario/ria " è una specie di male endemico: la Sinistra in genere, mi pare non riesca (almeno su questo fronte) a liberarsi dalle tossine dell'indisciplina e della superbia intellettuale. Ricordiamo che in 16 anni (dal 2007 al 2023) il Pd ha cambiato 8 Segretari più 3 Reggenti; sono in tutto 6.570 giorni, dunque, in media 657 giorni a Segretario (22 mesi ciascuno di media). Così è molto difficile oltre al resto - che possa vincere, com'è nella sua legittima aspirazione e in quella di ogni altro Partito. Se infatti molte (troppe) energie vengono spese per questo pessimo "sport" che vediamo ancora attualissimo e quasi solo per conservare la "poltrona", si sottrae tempo prezioso alla presenza sui territori e all'approfondimento di temi pratici. Alla Destra non è successo lo stesso, anche se, come vediamo, le divisioni anche al suo interno sono a volte importanti.
Renato Omacini
Venezia
Caro lettore, la storia della sinistra è da sempre costellata di divisioni interne e di scissioni. L'elevato ricambio di segretari al vertice del Pd si inserisce nella tradizione. Qualcuno (come Emanuele Macaluso, esponente storico del partito) spiegò questa attitudine al litigio e allo scontro con gli eccessi di personalismo presenti nel Pci e poi nelle forze politiche che ne hanno raccolto l'eredità. Qualcun altro, più nobilmente, lo ha fatto risalire al Dna anarchico che è all'origine del movimento socialista in Italia e che avrebbe contagiato tutte le forze politiche di sinistra che sono poi nate e si sono succedete.








