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Il comico usa parole durissime contro i vandali che strumentalizzano la causa palestinese: "Si mettono in fondo alle manifestazioni con tanto di anfibi e poi vanno a spaccare le vetrine. Si parla solo di loro"
A Francesca Albanese forse andrebbe consegnato un bel Tapiro d'oro. La relatrice speciale delle Nazioni Unite è riuscita a portare a termine un'impresa titanica: farsi scaricare dalla sinistra e farsi sorpassare da Enzo Iacchetti nel condannare con toni durissimi i teppisti che hanno fatto irruzione nella redazione della Stampa. Lei aveva sì preso le distanze dall'assalto dei vandali nella sede del quotidiano in via Lugaro, ma subito dopo aveva puntato il dito contro la qualità del giornalismo italiano. Invece lo storico conduttore di Striscia La Notizia li ha definiti "pro-pirla", senza usare mezzi termini e senza rifugiarsi nella critica feroce all'informazione del nostro Paese.
Iacchetti, ospite di Bianca Berlinguer a È sempre Cartabianca su Rete 4, è stato interpellato sull'attacco alla Stampa. E, nel rispondere, ha operato una netta distinzione tra chi scende in piazza per manifestare in maniera pacifica e chi invece strumentalizza la causa palestinese come pretesto per sfasciare le città e creare disordini: "Quelli che si chiamano pro-Pal e invece sono dei Pro-Pirla ed entrano nella redazione della Stampa e buttano dei fogli per terra. Quelli che durante le manifestazioni si mettono in fondo con tanto di anfibi e poi vanno a spaccare le vetrine. Quelli sono i pro-pirla. Ma si parla solo di loro...". E perciò si è concentrato sulla distorsione mediatica causata dagli squadristi: "Non si parla più delle centinaia di migliaia di persone nel mondo che ancora oggi sono in giro a manifestare per la libertà dei palestinesi. Di questo non si parla più".






