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Mi disgustano più dei tagliagole di Gaza, questi paladini da salotto che ieri gridavano "basta stragi" e oggi tacciono come monache di clausura

La chiamano pace, quella firmata a Sharm il 13 ottobre. Io la chiamo amnesia collettiva. Non è una firma su un trattato che cambia la testa dei terroristi se lascia in mano le armi alle canaglie, promuovendole addirittura a forze di polizia. Viva Trump, che almeno ha fermato la strage dei bambini, ma questa non è la fine del conflitto. A Gaza si spara ancora, solo che i proiettili partono contro i palestinesi sbagliati: quelli che non sono di Hamas.

È il modo palestinese di celebrare la pace: con la pallottola dell'amore fraterno. I tiranni in divisa ben stirata dicono di «ripulire» Gaza dai banditi che assaltavano i camion degli aiuti. Ma se davvero c'erano queste bande, perché non le hanno fermate prima? Forse perché la fame dei poveri cristi faceva comodo. Ogni assalto garantiva tangenti e mercato nero sotto i tunnel. Ora che i predoni non servono più, e magari parlano, li eliminano. È la pacificazione secondo Hamas: martirizzare la propria gente.