Piuttosto che assumere persone con disabilità le aziende preferiscono pagare. Lo dicono i pochi dati disponibili sul fenomeno ( gli ultimi risalgono al 2021): su un milione di iscritti al collocamento disabili solo 36mila trovano lavoro e, di questi, 26mila lo perdono entro i primi 12 mesi.
“Se guardiamo ai numeri dell’inserimento lavorativo basta fare due più due: l’elusione degli obblighi da parte delle imprese è altissima”, spiega a Repubblica Marino Bottà, presidente dell’Agenzia Nazionale disabilità e lavoro (Andel). Funziona così: ogni azienda, a seconda del numero di dipendenti, deve assumere un tot di persone con disabilità. “Ma nel mercato del lavoro queste persone sono spesso viste come un problema”, continua Bottà, per questo la maggior parte delle imprese preferisce una strada alternativa all’assunzione.
Cosa sono gli obblighi di assunzione
La colpa non è solo delle imprese. La legge 68 del 1999 dà la possibilità di ricorrere all’esonero: al posto di assumere una persona disabile puoi versare 10mila euro all’anno su un fondo regionale, se ne devi assumere due ne versi 20mila e così via. Le imprese, infatti, sono tenute a presentare ogni anno un documento informativo che funziona come un’autodenuncia. Se ho dai 5 ai 15 dipendenti sono tenuto ad assumere 1 disabile, dai 35 ai 50 si passa a 2 e se i dipendenti sono più di 50 la quota di persone con disabilità deve essere del 7%.






