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Il cantante plaude alla nostra battaglia: "Non rinunciare alla tradizione"

Al Bano, lo sapete, è un gigante della canzone italiana. La sua voce pazzesca ha accompagnato e commosso tre o quattro generazioni. Al Bano è un uomo di mondo, è conosciuto e amato in ogni angolo del pianeta. Dai vecchi, dai giovani. E poi Al Bano è pugliese, di quella terra che i pugliesi chiamano il Capo. Tra Brindisi e Lecce. Terra rossa, ulivi e vigne. Albano adora la sua terra. E la tradizione. Gli dico: in alcune scuole hanno sostituito la parola "Gesù" con la parola "Natale". Attimo di silenzio. "Perché?". Perché dicono che la parola "Gesù" può offendere le persone non cristiane. Al Bano perde un po' della sua calma. Grida: "Chi l'ha decisa questa bestialità?". Gli spiego che l'hanno decisa alcuni presidi. Torna al suo tono di voce, e alla sua ironia: "Ma allora perché non mettiamo le finestre al Colosseo? Ti pare? La nostra gloriosa tradizione possiamo anche cestinarla se a loro piace così. E cestinare la storia".