Ha preso una piega grottesca, la storia dei bambini del bosco che tanto ha appassionato l’Italia sul tema di chi sono i figli. Dei genitori o della società? Possono/devono seguire le regole educative delle loro famiglie o devono attenersi alle leggi che valgono per tutti? Appassionante, complesso, non nuovo. Un tema estensibile per esempio ai figli che crescono in sette o comunità religiose anche di antica tradizione, gruppi che seguono protocolli sociali educativi e sanitari non condivisi, millenaristi, terrapiattisti, rettiliani, no vax e tutta la varietà di estremismi e/o fanatismi che abbiamo imparato a tollerare, democraticamente, salvo flebili proteste seguite da valanghe di contumelie.

Una piega grottesca che si intuiva fin da quando abbiamo visto Matteo Salvini ergersi a paladino degli hippie, scusate la semplificazione grossolana, persone che giudicano il bagno in casa un lusso irrilevante e i termosifoni una corruzione borghese. Chissà se avrebbe avuto la stessa reazione se i refrattari agli agi fossero stati rom, immigrati. Mi pare che Salvini, invece, ultimamente, abbia mostrato di apprezzare la comodità del numero di bagni e di vani nell’alloggio che sceglie per sé. È tutto relativo.