Tre presunti scandali e nessun finale ancora all’orizzonte. Dalle valigie piene di contanti del Qatargate alle reti d’influenza filorusse, fino all’ombra di Huawei: sono diverse le maxi-inchieste che negli ultimi tre anni hanno scosso la politica europea, portando nomi di spicco italiani nella rete della giustizia belga.

QATARGATE - All’alba del 9 dicembre 2022, il blitz della polizia nell’abitazione dell’ex vicepresidente del Parlamento Ue Eva Kaili e del compagno Francesco Giorgi fece deflagrare il caso che prometteva di ridisegnare il potere europeo: perquisizioni a tappeto, immagini di valigie colme di banconote che in poche ore hanno fatto il giro del mondo. Al centro della presunta rete corruttiva l’ex eurodeputato socialista Antonio Panzeri, ritenuto il regista della presunta trama con Qatar e Marocco.

A orchestrare le prime fasi delle indagini fu il giudice Michel Claise, costretto poi a lasciare per un sospetto conflitto d’interessi che coinvolgeva il figlio. Tre anni dopo, l’inchiesta - che ha coinvolto anche il dem Andrea Cozzolino - si è trasformata in una matrioska senza esiti: i metodi della giustizia belga sono finiti a loro volta sotto indagine, nessun rinvio a giudizio e un solo capitolo chiuso, quello di Panzeri - grazie a un patto da pentito - seppur oggi sia indagato a Milano per calunnia aggravata. Nelle prossime ore un nuovo passaggio: il primo voto dell’Eurocamera sulla revoca dell’immunità alle eurodeputate Pd Elisabetta Gualmini e Alessandra Moretti.