BRUXELLES L’ombra della corruzione torna ad allungarsi sulle istituzioni europee. A tre anni quasi esatti dal Qatargate, lo scandalo di traffico di influenze che scosse l’Eurocamera, stavolta epicentro di un’inchiesta giudiziaria è il servizio diplomatico dell’Ue. Il “ministero” degli Esteri dell’Unione, noto a Bruxelles come Seae. Tre persone - tutti italiani - sono state fermate ieri dalla polizia federale belga, nell’ambito di un’inchiesta guidata dalla Procura europea (Eppo), l’organismo con sede in Lussemburgo che si occupa dei reati contro il bilancio dell’Ue, a cui prende parte anche l’Ufficio per la lotta antifrode (Olaf).
Si tratta, come riferito da Le Soir, dell’ex ministra degli Esteri del governo Renzi e in seguito Alta rappresentante dell’Unione Federica Mogherini, che da cinque anni (e un rinnovo di pari durata appena incassato) è rettrice del Collegio d’Europa, l’alta scuola di perfezionamento post-universitario con tre campus (Bruges, a 90 chilometri da Bruxelles, Natolin e Tirana), dell’ambasciatore Stefano Sannino, fino a inizio anno direttore generale del Seae e oggi invece responsabile della nuova divisione Medio Oriente, il Nord Africa e il Golfo della Commissione, per cui è stata revocata l’immunità, e infine di un manager del Collegio. La misura deve essere convalidata entro 48 ore dal fermo.










