Qatargate, primo sì alla revocata l'immunità a Moretti. L'inchiesta di corruzione che ha scosso l'Ue va avanti
Con il pronunciamento della Juri torna alla ribalta lo scandalo di corruzione che ha coinvolto nel 2022 il Parlamento europeo
giovedì 4 dicembre 2025 di Enza Miriami
Immunità revocata per Alessandra Moretti, confermata invece per Elisabetta Gualmini: è questo il primo verdetto della commissione giuridica del Parlamento europeo. In attesa della decisione finale della plenaria, prevista per metà dicembre, la Juri ha espresso un voto che arriva all’indomani delle nuove rivelazioni sulla vicenda che ha coinvolto il ministero degli Esteri Ue - Federica Mogherini e Stefano Sannino - e che torna a incidere sul dibattito politico a Bruxelles. Il voto, frutto di un’intesa tra popolari e FdI, segna la ripresa dell’attenzione sul Qatargate, lo scandalo di corruzione emerso il 9 dicembre 2022 e legato ai presunti pagamenti da parte di Doha per orientare alcune posizioni del Parlamento europeo. Il primo pronunciamento della commissione giuridica, a scrutinio segreto è netto: 16 favorevoli, 7 contrari e un’astensione per la revoca dell’immunità richiesta dalla procura belga nei confronti di Alessandra Moretti, mentre per Elisabetta Gualmini numeri speculari - 16 contrari, 7 favorevoli e un’astensione - hanno invece portato al rigetto della richiesta. Le due eurodeputate dem, che precedentemente si erano autosospese in attesa degli sviluppi, ottengono così due esiti opposti pur essendo state entrambe citate nel fascicolo dell’inchiesta sin dal dicembre 2022. Moretti risultava già inserita nelle prime carte relative al presunto coinvolgimento dell’allora eurodeputato Andrea Cozzolino - poi rilasciato dopo quattro mesi di domiciliari - insieme a Marc Tarabella e Maria Arena, indicati come un “quadrumvirato” attivo nel sostenere gli interessi del Qatar. Accuse che però la dem ha sempre respinto. Gualmini era invece comparsa negli atti dopo l’audizione al Parlamento europeo del ministro del Lavoro del Qatar del novembre 2022 e risultano intercettazioni mentre parlava con Panzeri, pratica che in Italia è vietata. La relazione che proponeva la revoca dell’immunità per entrambe era stata presentata da Marcin Sypniewski (Europa delle Nazioni Sovrane), secondo cui erano stati raccolti “diversi tipi di prove” e non c'era alcun tipo di fumus persecutionis nei confronti delle dem.













