Passare da un “turismo che consuma luoghi a un modello che nutre comunità”, perché, mentre “a 50 km i borghi lottano contro lo spopolamento”, città “come Venezia e Firenze sono sopraffatte non solo numericamente ma culturalmente: le comunità locali sono state espulse, rimane il guscio senza l'anima”.
Sciogliere il paradosso dell’overtourism è una sfida possibile secondo Daniele Nannetti, ceo e fondatore di Villa Petriolo, resort agrituristico sulle colline toscane, a Cerreto Guidi. Una proprietà di 174 ettari certificati biologici, 44 camere, un centro benessere e 2 ristoranti, incluso uno con Stella Verde Michelin. Si tratta del primo agriturismo in Europa a ricevere la certificazione di Turismo Sostenibile Iso 21401 di Valoritalia, società leader nella certificazione agroalimentare in Italia. Alla base, la filosofia è semplice: “La vera sostenibilità non è solo ambientale o economica, è culturale e comunitaria”, spiega Nannetti.
Ma cosa significa essere, anche nel lavoro quotidiano, un resort agrituristico sostenibile? Come si arriva a questo obiettivo?
"Essere un resort agrituristico sostenibile significa ripensare completamente il modello di ospitalità. Abbiamo creato una comunità esperienziale dove la sostenibilità diventa connessione umana. Nella pratica quotidiana, significa che il nostro chef pianifica i menu basandosi su quello che i nostri produttori biologici locali possono fornire stagionalmente, ma questi produttori non sono semplici fornitori - sono parte della nostra comunità. Quando un ospite assaggia il formaggio di Stefano, può incontrarlo il giorno dopo, vedere le sue pecore, capire la sua filosofia di allevamento. L'ospite non è più un turista di passaggio ma diventa membro temporaneo di questa comunità, con le sue tradizioni millenarie, la sua storia, i suoi valori. Come quando un ospite partecipa alla caccia al tartufo con Gianfranco il tartufaio, quando impara a fare il pane con Marco il nostro giovane cuoco, quando passeggia tra gli ulivi con Fabrizio, il nostro fattore, ascoltando storie tramandate da generazioni, non sta facendo ‘attività turistiche’. Sta entrando in una comunità, condividendo valori, diventando parte di qualcosa di più grande".







