Costi troppo alti o tradizione in declino, le nozze sono in crisi. E il calo dei matrimoni si ripercuote sull’indotto che ci gira intorno. In primis la maison di moda. Carlo Pignatelli, lo storico marchio torinese del settore, attraversa una fase di grave difficoltà. L'azienda ha di recente avviato una procedura di licenziamento collettivo per 14 dipendenti, colpendo il 33% della forza lavoro: su 42 lavoratori complessivi, la metà potrebbe perdere il posto di lavoro. Le sedi interessate sono quella di via Reiss Romoli e la boutique monomarca di via Cernaia.
Fallisce la ricapitalizzazione: nessuna strategia dopo il cambio di proprietà
Lo scenario è molto preoccupante perché sopraggiunge a soli 9 mesi dall'arrivo di una nuova proprietà a marzo 2024. I nuovi azionisti di maggioranza si erano presentati come portatori di innovazione, promettendo l'espansione verso mercati nazionali e internazionali. Tuttavia, le promesse non hanno trovato riscontro nei fatti, e oggi emerge l'assenza di una vera strategia di rilancio.
Esternalizzazione e tagli: a rischio il know-how artigianale
La direzione ha optato per un ridimensionamento radicale: verranno eliminate le funzioni commerciale, amministrativa, centralino, stile e acquisti. In contemporanea, le attività produttive — magazzino e laboratorio — saranno esternalizzate, ovvero assegnate a fornitori. Proprio qui risiede il cuore dell'operazione: il know-how artigianale che ha reso Carlo Pignatelli un'eccellenza nel settore viene affidato a terzi, con il rischio di disperdere le competenze sedimentate nel tempo.






